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Il Banchetto Del Leviatano

rabbino J. Immanuel Schochet

Il Banchetto del Leviatano (gigantesco essere marino) è menzionato parecchie volte dai nostri maestri. Il Santo Benedetto farà, nel tempo a venire, un banchetto per i giusti con la carne del Leviatano (Baba Batra 75a).

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Il Banchetto del Leviatano
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Il Midrash descrive la lotta che si svolgerà fra lo Shor Habar (gigantesco animale della terra) e il Leviatano. Lo Shor Habar colpirà il Leviatano con le sue corna e lo ferirà, mentre il Leviatano colpirà il Shor Habar con le sue pinne trafiggendolo. Il Midrash spiega che sarà una nuova interpretazione della Tora a permettere che questo avvenga.

In particolare, l'uccisione dello Shor Habar sarà conforme ai principi halachici della shechità nonostante sia stato ucciso dalle pinne di un pesce, poichè il Messia dimostrerà l'inapplicabilità delle leggi usuali della shechità in base alla situazione che si presenterà. Perciò sarà permesso cibarsi del Shor Habar senza nessuna modifica della Torà, solo tramite una profonda distinzione fra una situazione e l'altra. Alla fine del banchetto, quando i giusti vorranno dire la benedizione dopo il pasto, ogni tzadik si sentirà indegno di tenere in mano la coppa di vino e recitare prima degli altri la Birkat Hamazon, sarà infine Re Davide a fare gli onori.

Perchè gli tzadikim si sentiranno indegni? La spiegazione dipende dal fatto che il vino della coppa è stato conservato nei suoi acini fino dal sesto giorno della creazione, e ogni tzadik troverà in se stesso una mancanza che lo renderà indegno di recitare una beracha su un vino così importante. Sebbene il banchetto del Leviatano possa sembrare solo un racconto folcloristico, il suo significato profondo penetra l'essenza della redenzione.

Questo banchetto non è solo una parabola, ma un avvenimento che accadrà nella realtà. Come scrive il Maharshà: "Sappi che dobbiamo credere a tutte queste cose nel senso più letterale; sebbene i commentatori le spieghino secondo il loro intuito... non si può separare il contenuto dal suo puro significato". Nonostante questo, è ovvio che la descrizione del banchetto non si riferisce a quello Shor Habar e a quel Leviatano che già conosciamo. I maestri fanno notare che esistono un solo maschio e una sola femmina di Leviatano che non si sono mai riprodotti, perchè Egli ha castrato il maschio e ucciso la femmina, e ha preservato il maschio per i giusti nel futuro. E' anche detto a proposito del vino conservato: nessun occhio l'ha mai visto. Tutto ciò quindi esiste nella realtà, ma non ci è noto dove nè come. Sarà rivelato soltanto a suo tempo.

Due tipi di servizio
La chassidut spiega che il Leviatano vive nel mare, simbolo delle parole spirituali nascoste che esistono nell'infinità divina. Lo Shor Habar invece dimora sulla terra, simboleggiando il mondo inferiore visibile a tutti. Queste creature, di conseguenza, rappresentano i due aspetti del servizio divino: gli atti spirituali compiuti nei mondi superiori attraverso le azione dell'uomo e santificazione e purificazione del mondo inferiore. Alcuni tzadikim somigliano al Leviatano, mostrando di aspirare alle alte vette spirituali più che a portare la santità in questo mondo. Ad esempio, rabbi Shimon baar Yochai visse in una caverna per tredici anni, completamente separato dal mondo materiale: tutto il suo servizio era solo spirituale. Altri, invece, sono simili allo Shor Habar perchè rinunciano alle vette spirituali per dedicarsi alla santificazione e alla purificazione di questo mondo così da prepararlo alla verità divina.

Entrambi i tipi di servizio sono necessari alla redenzione e lo splendore della spiritualità che ne scaturirà rivestirà il Leviatano e lo Shor Habar; e i giusti, banchettando con la loro carne, completeranno il proprio servizio. Questo simbolismo chiarisce il motivo della lotta fra il Leviatano e lo Shor Habar: un servizio si contrappone all'altro, ma complementandosi potranno elevarsi a vicenda. Quindi, gli tzadikim che hanno preferito l'approccio del Leviatano per servire Hashem eleveranno gli altri che hanno scelto il metodo dello Shor Habar e viceversa.

Il vino conservato
Raggiunta questa perfezione, Hashem rivelerà i suoi segreti più profondi, come simboleggiato dal bere il vino conservato nei suoi acini dal sesto giorno della creazione e prima di allora mai concesso a nessuno. La rivelazione di questi segreti sarà il culmine del banchetto.

Tratto dal libro "Il Messia", pubblicato dalla Lulav