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Personalità
rabbino
J. Immanuel Schochet |
Il Moshiach e l'era messianica sono il traguardo ultimo del mondo,
prefissato già all'inizio della creazione, per il quale il
mondo è stato creato. Dunque, il Moshiach ha preceduto la
creazione. Quest'affermazione però riguarda il concetto e
l'anima del Moshiach poichè, rispetto alla realtà
del mondo fisico, il Moshiach è un essere umano.
Il Moshiach è un essere umano nato in modo naturale da genitori
umani. La sola particolarità delle sue origini è la
discendenza dalla casa del re Davide, attraverso la linea del figlio
Salomone. Dalla nascita in poi la sua rettitudine aumenterà
senza sosta, e in virtù delle sue azioni egli meriterà
livelli sublimi di perfezione spirituale.
Il Moshiach Presente In Ogni Generazione
Ogni momento è potenzialmente adatto alla venuta del Moshiach.
Ciò non significa però che, arrivato tale momento,
egli apparirà di colpo dai cieli per rivelarsi in terra.
Al contrario il Moshiach è già in terra, sotto le
spoglie di un essere umano di grande levatura spirituale (uno tzadìq)
che appare e vive in ogni generazione.
Nel giorno particolare che segnerà la fine dell'esilio,
quando il Moshiach redimerà Israele, l'unica anima preesistente
del Moshiach "conservata" nel giardino dell'Eden fin dall'inizio
della creazione discenderà sopra quello tzadìq. Rabbi
Moshe Sofer riassume tale principio nei seguenti termini:
Per quanto riguarda la venuta del figlio di Davide, devo fare
una premessa: Moshè, il primo redentore di Israele, raggiunse
l'età di ottant'anni senza sapere nè presentire
che avrebbe redento Israele. Perfino quando il Santo, benedetto
Egli sia, gli disse vieni e ti manderò dal faraone (Esodo
3, 10), Moshè declinò l'invito e non volle accettare
quella missione.
Lo stesso avverrà con il redentore finale. Il giorno nel
quale venne distrutto il Tempio nacque colui che, in virtù
della sua rettitudine, è adatto a diventare il redentore.
Nel momento opportuno D-o si rivelerà a lui e lo manderà,
e da allora su di lui dimorerà lo spirito del Moshiach che
è stato nascosto e trattenuto fino al momento della sua venuta.
E' quanto accadde anche nel caso di Shaul: lo spirito della regalità
e lo spirito divino, che egli non aveva mai sentito prima, discesero
su di lui soltanto dopo la sua unzione...
Lo tzadìq non si rende conto del suo potenziale. A causa
dei nostri peccati molti di questi tzadiqìm se ne sono già
andati; non abbiamo meritato che venisse loro conferito lo spirito
del Moshiach. Essi erano adatti e appropriati a ciò, ma non
la generazione cui appartenevano...
Tratto dal libro "Il Messia",
pubblicato dalla Lulav
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