|
moshiach.it
/ informati
/ vivere
/
 |
Articolo
Affrettare il suo Arrivo
rabbino
J. Immanuel Schochet |
Vi sono determinate vie attraverso le quali si può affrettare
la redenzione messianica, facendola giungere prima della sua data
finale. Generalmente parlando queste vie comportano l'osservanza
di mitzvòt particolari, che costituiscono la somma dei principi
della Torà.
La teshuvà (pentimento, ritorno) è la prima
e più importante di tali mitzvòt. Quando ritornerete
a D-o, il vostro D-o, e ascolterete la sua voce, D-o, il vostro
D-o farà ritornare i vostri prigionieri e avrà compassione
di voi. Egli vi ristorerà e vi radunerà fra tutte
le nazioni nelle quali D-o, il vostro D-o, vi aveva disperso (Devarìm
30, 2). La teshuvà è in grado di portare una redenzione
immediata: oggi, se ascolterete la sua voce (Salmi 95, 7).
Guardia (D-o), cosa ne sarà della notte [dell'esilio]? Disse
la Guardia: il mattino [la redenzione] è arrivato, come pure
la notte [la retribuzione dei pagani e di coloro che hanno oppresso
Israele]; se vuoi chiedere qualcosa, fallo. Ritorna e vieni! (Isaia
21, 11-12). D-o dice di essere pronto, anzi impaziente, di far risplendere
il mattino su di noi. Alla domanda posta da Israele "Quando?" la
risposta divina è "Quando lo vogliate". Egli lo vuole! Se
volete fare vostra la richiesta di affrettare la fine, chiedetelo
pure. Cos'è dunque che ritarda la redenzione? La mancanza
di teshuvà: dunque "ritorna e vieni".
La teshuvà, il principio generale della sottomissione a D-o
e alla sua volontà, è così il mezzo più
diretto per favorire la venuta del Moshiach. Non richiede nessuna
azione o impresa straordinaria, semplicemente un sincero pentimento
per i propri errori e la determinazione di migliorare il proprio
comportamento.
Lo Shabbàt: se Israele osservasse come si deve un
solo Shabbàt, il Moshiach verrebbe immediatamente. Sebbene
abbia posto un limite alla galùt [esilio], cosicchè
la sua fine arriverà a prescindere dall'adempimento della
teshuvà, il discendente di Davide verrà se essi osserveranno
un solo Shabbàt, poichè lo Shabbàt equivale
a tutti i precetti (Shemòt Rabbà 25, 12).
Lo studio della Torà: equivale a tutte [le mitzvòt]
(Mishnà Peah 1, 1). Per merito della Torà essi ritorneranno
in Terra Santa e si raduneranno dal loro esilio. Israele verrà
redento grazie al merito di dieci persone sedute insieme, ognuna
delle quali studia con le altre.
In questo contesto ha un rilievo particolare lo studio dell'essenza
della Torà, la sua dimensione mistica, nel cui merito
proclamare la libertà in tutta la terra (Levitico 25, 10).
La tzedaqà (giustizia, beneficenza) equivale a tutti
i precetti. La compassione che dimostriamo verso il povero e il
reietto risveglia un'analoga compassione da parte del Cielo nei
nostri confronti, che affretta così la venuta dell'erede
di Davide e del giorno della nostra redenzione. Siòn verrà
redento tramite la giustizia e i suoi rimpatriati tramite la tzedaqà
(Isaia 1, 27). Osservate la giustizia e fate la tzedaqà,
poichè la mia salvezza sta per arrivare e la mia tzedaqà
sta per venire rivelata (Isaia 56, 1).
Altri precetti che hanno qualità particolari per avvicinare
la redenzione sono: la procreazione (Genesi 1, 28), la raccolta
delle quattro specie di Sukkòt (Levitico 23, 40) e
l'allontanamento dell'uccello madre (Devarìm 22, 6-7).
L'unità di Israele: Prima di lasciare questo mondo,
Ya'aqòv si rivolse ai suoi figli dicendo: Radunatevi e vi
dirò ciò che avverrà alla fine dei tempi, radunatevi
e ascoltate (Genesi 49, 1-2). Con queste parole egli li metteva
in guardia dal cadere in dissensi fraterni. Inoltre disse:
Sebbene non sia noto quando verrà il Giorno del Giudizio,
io vi dico che quando vi unirete insieme sarete redenti, poichè
è scritto: Io sicuramente radunerò Ya'aqov, tutti
voi [cioè tutti voi uniti; e allora immediatamente] il loro
Re gli passerà davanti, e D-o sarà alla loro testa
(Michà 2, 12-13).
L'unità d'Israele, l'unione del popolo in una sola entità,
è la preparazione e la condizione per la redenzione suprema.
Al presente siete nell'oscurità ma il Santo, benedetto Egli
sia, in futuro vi farà da luce eterna, com'è scritto:
D-o sarà per voi una luce eterna (Isaia 60, 19). Quando avverrà?
Quando tutti voi sarete un gruppo unito, così com'è
scritto: In quei giorni e in quel tempo, dice D-o, i figli di Israele
verranno, insieme ai figli di Yehudà... (Geremia 50, 4).
In quei giorni la casa di Yehudà camminerà con la
casa di Israele, ed essi verranno insieme dalla terra del nord alla
terra che ho dato loro e ai loro padri come eredità perenne
(Geremia 3, 18). Quando saranno riuniti, essi contempleranno il
volto della Shekhinà.
L'unità interna, l'Ahavàt Israel (l'amore verso tutti
i membri di Israele), la pace e l'armonia sono la migliore salvaguardia
contro le punizioni causate dai peggiori peccati, ma quando il loro
cuore è diviso, essi dovranno sopportare la propria colpa
(Osea 10, 2).
Nonostante l'idilliaca osservanza rituale nei giorni del secondo
Tempio, il dissenso, l'odio gratuito e la divisione furono la causa
della sua distruzione e dell'esilio presente. La rettificazione
di tali condizioni porterà alla ricostruzione del Tempio
e alla redenzione messianica.
Un'altra mitzvà in grado di affrettare l'arrivo della redenzione,
di significato fondamentale in quanto è al centro stesso
della dottrina messianica, è la fede nella venuta del Moshiach
e la sua attesa.
Tratto dal libro "Il Messia",
pubblicato dalla Lulav
|